Lasciando la Bazzanese presso Zola Predosa e risalendo la Valle del Lavino in direzione Tolè, 10 km dopo Calderino si raggiunge il borgo della Badia, dove il recente restauro ha restituito al pubblico un prezioso gioiello di architettura sacra e civile. La Badia, citata fin dal XII secolo nelle carte nonantolane, è un complesso di edifici civili e religiosi, di chiara impronta romanica, risalente al XII-XIII sec, restaurato poi nel XV sec. L’interno della Chiesa, dedicata ai Santi Fabiano e Sebastiano, è caratterizzato dalla presenza di affreschi risalenti al ‘500.

Il decoro absidale fu realizzato in morte di Ludovico Beccadelli (1501-1572), vescovo di Ravello, Ragusa di Dalmazia e Prato, la cui famiglia possedeva la Villa Borra, in località Pradalbino di Monte San Pietro. Nominato nunzio apostolico a Venezia nel 1550, il papa commissionò a Tiziano il suo ritratto, ora esposto nella Galleria degli Uffizi. Nel 1552 fu concessa a Beccadelli la commenda della Badia che però lasciò dopo appena un anno.

All’interno della Chiesa oggi è ospitato il Museo della Badia del Lavino: è il miglior punto di partenza per conoscere, attraverso strumenti, installazioni, immagini e video, la Valle del Lavino, il suo paesaggio, le tradizioni contadine ed artigianali delle comunità, in una sintesi completa che offre numerosi suggerimenti e spunti per poi visitare il territorio dal vivo.

Basterà scegliere una delle strade secondarie che si diramano dalla via principale della valle per incontrare piccoli borghi arroccati attorno alla loro chiesa, come San Chierlo, San Lorenzo, San Martino, punti di partenza di passeggiate immerse nel verde delle colline, accolti da un paesaggio mai scontato, con panorami che si aprono ora su corone di calanchi, tipici fenomeni di erosione che creano suggestivi anfiteatri, ora sulla città di Bologna.

Scendendo da San Martino verso la pianura si arriva in località Ponte Ronca, dove il Ca' la Ghironda-Modern Art Museum offre al visitatore una singolare collezione d’arte moderna e contemporanea di pittura e di scultura. Si tratta di un percorso che comprende, oltre alla galleria, una "Petite" e una "Grande Promenade", che si snoda su una vasta area verde di 10 ettari in cui possibile ammirare sculture di grandi artisti contemporanei all’interno di un parco dove una mirabile vista ora sulle colline e i vigneti, ora sulla città di Bologna, fa da contorno alle sculture installate lungo la passeggiata fra alberi, campi e boschi, lungo tutta l’area collinare.

Naturalmente il percorso proposto, fra vallate e calanchi, vigneti e borghi, offre l’imbarazzo della scelta a chi ama ricercare i prodotti tipici della tradizione del territorio che sta visitando, a chi cerca il contatto umano con i produttori e si appassiona per le trattorie e locande che il calore della gestione familiare rende uniche.

   

 

 

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